Nel 2006 per 17 giorni gli occhi
sono stati puntati sul Piemonte in quanto la regione
ha ospitato i XX Giochi Olimpici Invernali Torino
2006 (10-26 febbraio 2006) e i IX Giochi Invernali
Paralimpici (10-19 marzo 2006), Olimpiadi per
disabili. Il capoluogo piemontese e le montagne
circostanti hanno dato ospitalità a più di un
milione di spettatori, giunti per vedere i più
grandi atleti del mondo in gara per la conquista
dell'oro.
Una rappresentazione straordinaria e spettacolare si
è tenuta a Torino il 10 febbraio 2006 allo Stadio
Comunale che ha ospitato le cerimonie di apertura e
di chiusura dei Giochi. Con la presenza di 35.000
persone allo stadio e due miliardi di spettatori
televisivi in tutto il mondo; le cerimonie sono
state tanto una celebrazione della cultura italiana
quanto della tradizione di Olimpia. Prima che il
capo dello stato italiano dia inizio ai Giochi, come
vuole il protocollo olimpico, gli atleti hanno
sfilato nello stadio con la Grecia in prima fila e
l'Italia quale paese ospitante dell'Olimpiade in
coda al corteo. Cantando l'inno olimpico, la
bandiera olimpica è stata spiegata e la leggendaria
fiaccola portata nello stadio per accendere il
braciere. All'interno di un semicerchio formato dai
portabandiera di ogni paese un atleta italiano ha
prestato il giuramento olimpico per conto di tutti i
partecipanti, giurando di gareggiare lealmente e in
condizioni di parità, di non barare e di astenersi
da qualsiasi droga durante i 16 giorni della
manifestazione. Uno dei 650 giudici di gara e
arbitri coinvolti nei giochi di Torino, allo stesso
modo, ha promesso a nome dei suoi colleghi di
giudicare correttamente.
La maggior parte degli atleti è arrivato in aereo da
Caselle, l'aeroporto situato 16 km a nord-ovest del
centro di Torino. Durante i Giochi i partecipanti
hanno vissuto in villaggi olimpici costruiti
appositamente a Torino, Bardonecchia e Sestriere. Il
villaggio di Torino, di 70.000 mq, costruito intorno
agli edifici di un mercato del 1934 nel quartiere
del Lingotto, possiede una mensa, un centro
commerciale, zone di ricreazione, un centro medico e
servizi di massaggi, oltre che gli alloggi per 2500
aspiranti alle medaglie olimpiche.
I pannelli solari sono fra le caratteristiche
bioarchitettoniche destinate al complesso
modernissimo che, dopo i Giochi, diventerà un
quartiere residenziale e un centro di ricerca. I
villaggi di Bardonecchia (un ex campeggio per le
vacanze e ostello della gioventù) e di Sestriere (il
complesso delle torri gemelle del Villaggio Valtur,
costruito per gli atleti durante i campionati
mondiali di sci alpino del 1997) ospiteranno
rispettivamente 750 e 1700 partecipanti.
All'interno dei villaggi l'intrattenimento per la
famiglia olimpica forte di 39.000 persone è stata
procurato da una rete satellitare di 50 canali. Le
Olimpiadi della Cultura sono state un cartellone
artistico parallelo alle gare. Le manifestazioni,
organizzate sia durante i Giochi sia prima,
comprendono di tutto, dalla musica alla commedia,
dalla danza all'arte contemporanea, dal teatro al
cinema.
Luoghi olimpici del Piemonte:
• Torino
Le gare olimpiche di hockey su ghiaccio, pattinaggio
di velocità, pattinaggio artistico e short-track
sono state le manifestazioni più importanti che si
siano tenute nel capoluogo della regione dopo
l'esposizione della Sindone. Dal 2003 schiere di
lavoratori edili hanno dato vita al 'quartiere
olimpico' cioè un'area di 2 kmq occupata un tempo
dagli ex Mercati Generali al Lingotto. L 'area ha
ospitato il villaggio olimpico, il Media Centre e il
Lingotto Oval, un nuovo palazzo per il pattinaggio
di velocità grande abbastanza da contenere 8200
spettatori e quattro campi da football. Dopo i
Giochi l'edificio (58 milioni di euro) diventerà uno
spazio espositivo. Le gare di pattinaggio di figura
e di short track, cui ha partecipato anche il
campione del mondo, il torinese Fabio Carta, si sono
svolte al Palavela, una gigantesca costruzione degli
anni '60. Il palaghiaccio Tazzoli progettato da
Enrico Lee, in seguito alle Olimpiadi, è diventato
il palazzetto del ghiaccio permanente della città di
Torino. I giocatori di hockey si sono dati battaglia
per la conquista dell'oro, di fronte a 6000
appassionati, su una pista provvisoria a Torino
Esposizioni e nel Palasport Olimpico, un nuovo
stadio d'acciaio progettato dall'architetto
giapponese Arata Isozakj. Accanto a quest'ultimo si
trova lo Stadio Comunale di Torino, costruito negli
anni '30, campo di calcio chiuso dal 1990, ma in
attesa di una olimpica trasformazione in quanto ha
ospitato le cerimonie d'apertura e di chiusura.
• Bardonecchia
Bardonecchia, 90 km a ovest di Torino, si trova
immersa in un anfiteatro naturale nell'Alta Val di
Susa. Una delle poche stazioni di sport alpino
servita dal treno, questa cittadina di confine
richiama sciatori di tutte le nazionalità e di ogni
grado di abilità. Dispone di decine di alberghi, di
molti caffé, ristoranti e bar e di una via centrale
piena di negozi d'abbigliamento, fatta apposta per
la tradizionale passeggiata serale.
• Sauze d'Oulx
Le audaci giravolte, le torsioni e le acrobazie
aeree degli sciatori acrobatici più abili del mondo
hanno attirato una folla di 10.000 persone a Sauze
d'Oulx, un paese turistico, con una chiesa
sovrastata da una guglia, situato 80 km a ovest di
Torino, con la sua bella quota di alberghi simili a
blocchi di cemento nel cuore della Via Lattea.
Grandi gobbe a parte, sono le ripide montagne il
marchio di fabbrica di Sauze. Le vette Triplex,
Bourgete Genevris si levano alte sopra e attorno a
una stazione turistica che si è sviluppata da alcuni
rifugi montani costruiti dai primi pionieri dello
sci in Italia. Piero Gross vincitore della Coppa del
Mondo nel 1974 e della medaglia d'oro nello slalom
alle Olimpiadi del 1976 è nato e cresciuto a Sauze
d'Oulx.
• Cesana Torinese e San Sicario
A guardia della romana Cesana Torinese vi sono le
rovine di quella che era la più alta fortezza
d'Europa, situata alla confluenza del Fiume Dora e
dal Torrente Ripa nell'Alta Val di Susa. Da qui gli
appassionati della neve raggiungono San Sicario,
piccola stazione della Via Lattea collegata con
skilift a Cesana, Sestriere e Sauze d'Ou1x. Bob,
skeleton e slittini si sono buttati su una pista
olimpica lunga 1435 m a Pariol Greniere, un
villaggio situato a 1700 m di altitudine sulla
strada che collega Cesana Torinese con San Sicario.
Le gare di sci alpino femminile si sono tenute lungo
i pendii più bassi del Monte Fraitève (2702 m) e del
Monte Roccia Rotonda (2392 m) con le concorrenti che
sfrecciavano lungo le piste di Sole il Breuf per
tagliare il traguardo a San Sicario. Nel febbraio
2005 gli atleti della Coppa del Mondo hanno provato
il percorso olimpico raggiunto dagli skilift di Sole
il Breuf, Roccia Rotonda, Rio Inverso e Fraitève.
• Sestriere
Alcune delle più emozionanti gare olimpiche si sono
svolte a Sestriere. Ideata da Giovanni Agnelli
senior, fondatore della FIAT, Sestriere non ha perso
nulla del suo fascino anni '30. Le piste di discesa
sono eccellenti e la vita notturna straordinaria,
con una vasta gamma di divertimenti che possono
coinvolgere chiunque, sulle piste e fuori. La prima
Coppa del Mondo di sci, nel 1967, si svolse sul
Kandahar Banchetta un percorso duro e pericoloso a
quota 2700 m nella Via Lattea. La stessa pista vide
la prima gara notturna in Europa con la vittoria
nello slalom della Coppa del Mondo 1994 dell'asso
dello sci italiano Alberto Tomba l'unico sciatore a
difendere con successo l'oro olimpico. Dal 2006 lo
spettacolo si è spostato sulle piste altamente
tecniche del Sestriere: Sises (slalom gigante
maschile e femminile), Kandahar Giovanni Agnelli
(slalom) e Kandahar Banchetta (discesa maschile e
super,G).
• Pragelato
Con non più di un pugno di alberghi e di
ristorantini, Pragelato, situata ai piedi del Monte
Albergian, è una località tranquilla. Dal paese le
piste di fondo serpeggiano tra boschi di larici e di
pini e passano accanto a chiese alpine, alcune si
avventurano nel Parco Naturale della Val Troncea,
noto per l'abbondante fioritura primaverile ed
estiva. La pista olimpica su cui l'italiana Stefania
Belmondo ha difeso nel 2006 la sua medaglia d'oro
nella 15 km stile libero, sale da quota 1530 m a
1620 m. Le gare di salto si sono svolte sul migliore
dei due enormi trampolini, un paio di pendii nevosi
nei pressi del villaggio Rivets di Pragelato. Tra
una gara e l'altra gli spettatori hanno potuto
pattinare, sfrecciare lungo una delle sei piste da
sci, fare il bagno nella piscina coperta di
Pragelato o centellinare del vino caldo in uno dei
due bar.
• Pinerolo
La stupefacente catena di montagne che la circonda è
la caratteristica naturale più bella di Pinerolo,
una cittadina di provincia 40 km a sud-ovest di
Torino, nelle Alpi Cozie, dove i partecipanti
all'Olimpiade hanno fatto scivolare le loro stones
sul ghiaccio. La sede delle gare, il Palaghiaccio, è
uno stadio la cui ristrutturazione è costata 9,5
milioni di euro. A parte lo sport, Pinerolo sfoggia
un piccolo ma piacevole vecchio centro medievale e,
nel migliore dei casi, una vita notturna sonnolenta.