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Bale d'Aso
Prodotto tipico di Monastero di Vasco e del Monregalese,
è un insaccato di forma cilindrica simile nell'aspetto a
un cotechino. Originariamente veniva preparato con pura
carne di asino, oggi invece questo salume è confezionato
con un impasto di carne macinata suina, bovina e asinina
a cui si aggiungono sale, pepe, noce moscata, erbe
aromatiche e vino rosso. Una volta insaccato in cotenna
di vacca, le bale d'aso possono essere consumate previa
bollitura in acqua.
Bisecon
Salume artigianale abbastanza raro prodotto a Santo
Stefano Belbo unicamente nel periodo invernale.
L'impasto viene preparato con parti della testa del
maiale (punta dell'orecchio e porzione della mandibola),
avanzi di salame cotto e crudo, carote, sedano, pepe
nero sminuzzato e non macinato, sale e spezie. Il tutto
viene messo in infusione per 10 giorni in vino rosso
aromatizzato con aglio e cannella, quindi si tolgono le
spezie e la carne è fatta bollire in acqua per 3 ore.
Una volta cotta, si lascia raffreddare nella stessa
acqua, quindi si scola e si insacca nello stomaco del
maiale. Il bisecon si conserva poco e va consumato
affettato come antipasto.
Bresaola della Val d'Ossola
Chiamata anche carne salata, la produzione di questo
salume magro a base di carne bovina è di antica
tradizione in questa valle. I tagli utilizzati,
provenienti da bovini adulti, sono il girello, il
magatello, il filetto e la sottofesa che, dopo essere
stati rifilati, vengono aromatizzati per alcuni giorni
con pepe, cannella, noce moscata, timo, rosmarino,
chiodi di garofano, alloro, zucchero e vino bianco. La
carne si mette quindi sotto sale e si lascia maturare in
locali riscaldati per una decina di giorni durante i
quali viene girata frequentemente affinché la salagione
sia uniforme. Trascorso questo periodo la bresaola è
asciugata e insaccata in budello di vitello chiamato
bondiana, un budello poroso ed elastico, che aderisce
progressivamente alla massa asciugandola ulteriormente e
proteggendola. Una volta legato, questo salume viene
trasferito per 2-3 mesi in locali di stagionatura
asciutti, freschi e aerati. La bresaola ha forma
leggermente cilindrica e il colore della carne è rosso
brillante e uniforme con sottilissime striature di
grasso. Si consuma cruda tagliata a fette sottili dopo
averla fatta marinare con olio di oliva leggero, pepe e
succo di limone.
Bresaola di cavallo
Questo salume, ottenuto dalla coscia del cavallo (fesa,
sottofesa, noce e lombata) è tipico della zona compresa
fra il Ticino e l' Agogna, soprattutto nella zona di
Borgomanero e nel Monferrato, in provincia di Asti. La
carne, privata dei nervi e del grasso, viene messa in
una salamoia aromatizzata con pepe, cannella, chiodi di
garofano, timo, rosmarino, foglie di alloro, bacche di
ginepro, vino rosso a una temperatura di 0 °C per 7 - 15
giorni. Terminata la salmistrazione è trasferita prima
per circa una settimana in locali a 18-20 °C, poi è
asciugata, salata a secco, legata con spago o rivestita
con budello naturale e messa in tessuto a fitta rete di
cotone o di nylon a stagionare. La stagionatura dura da
2 a 3 mesi in ambienti freschi e arieggiati a umidità
costante.
Bresaola di cervo
A base di carne di selvaggina, questa bresaola viene
preparata in tutta la zona settentrionale della
provincia di Novara con le cosce di cervo. Queste
ultime, una volta disossate, sono messe in salamoia per
7 -10 giorni con vino rosso, sale, pepe, bacche di
ginepro, rosmarino, alloro, vino, cannella e aglio.
Levate dal liquido, le cosce vengono asciugate e
frizionate in modo che il sale penetri nella carne. Dopo
essere state infilate in un tessuto di cotone a rete
fitta, sono poste a maturare per 10 giorni in un locale
asciutto e secco. Trascorso questo periodo, le bresaole
sono trasferite per 2-3 mesi in ambienti freschi e
ventilati a stagionare.
Cacciatore
Salamini di piccole dimensioni, da 100 a 400 grammi,
molto diffusi (la DOP, attuata nel 2001, ne prevede la
produzione in 10 regioni del Centro-Nord) generalmente
di puro suino, ma sovente misti con un po' di carne
magra bovina e variamente aromatizzati. La loro origine
tuttavia è nella fascia piemontese lombarda, con punte
qualitative dalle Langhe ai colli tortonesi all'Oltrepò
Pavese. L'impasto è sempre simile a quello del salame
locale seppure con una macinatura un po' più fine e
stagionatura, meno prolungata.
Cacciatorini di cavallo
Salamini di 100-200 grammi di carne magra di cavallo (in
Piemonte spesso d'asino), e pancetta di maiale. Oltre a
sale e pepe, tra gli ingredienti alcuni aromi in piccole
dosi, di solito chiodi di garofano e cannella.
Tradizionali del Varesotto e dell'Alto Lario in
Lombardia, della parte settentrionale della Valle del
Ticino in Piemonte, ormai quelli di cavallo, si
preparano un po' dappertutto.
Crespone piemontese
Tipico del Monferrato, è un salame di grosse dimensioni
a base di carne di suino di prima scelta aromatizzata
con sale, latte scremato in polvere, zuccheri, spezie,
aglio fresco e Barbera. Insaccato in budello sintetico,
deve stagionare almeno 20 giorni a 12-14 °C prima di
essere consumato.
Fegatino sotto grasso
La zona di produzione comprende le province di Novara e
Vercelli Il fegatino è preparato con carne di suino
magro di prima scelta e grasso di pancetta macinati a
grana media a cui si aggiunge un 10% di fegato di maiale
tritato finemente. L'impasto viene condito con sale,
pepe in polvere e aglio, quindi si aggiunge salnitro per
migliorarne la conservabilità e infine il tutto è
insaccato in budello torto di manzo. Segue la fase di
asciugatura che ha una durata di 10 giorni in locali
aerati e riscaldati al termine della quale il fegatino è
messo sotto grasso per un periodo che va da un minimo di
2 mesi a più di un anno.
Filetto baciato
Specialità di Ponzone, nei pressi di Acqui Terme, il
filetto baciato è un salume crudo di forma cilindrica
preparato con filetto di maiale conciato per una
settimana con spezie e un impasto a base di carne di
maiale di prima scelta tritata grossolanamente a cui
viene aggiunta una parte (25%) di pancetta o lardo. Il
composto è aromatizzato con sale, pepe, aglio, noce
moscata, vino rosso e salnitro, quindi steso su un
budello di maiale e da ultimo viene posto sopra il
filetto. Il tutto deve essere arrotolato, legato come un
salame e messo a maturare in un ambiente caldo umido per
alcuni giorni. Segue poi la stagionatura che ha una
durata da 3 a 6 mesi. Il filetto baciato ha un sapore
molto delicato e va servito a fette molto sottili.
Frissa
Specialità del Monferrato prodotta a livello
artigianale, la frissa è una polpetta a base di carne di
suino avvolta nella retina di maiale. L'impasto è
composto da frattaglie di maiale (fegato, cuore, rene),
ritagli di carne, pancetta magra, pasta di salsiccia e
viene amalgamato con parmigiano reggiano, uova, noce
moscata, bacche di ginepro e pepe. Si consumano fritte
nel burro o nell'olio.
Griva
Variante della frissa, questo salume di Langa viene
preparato con fegato di maiale, coscia e cervella
tritati e aromatizzato con bacche di ginepro, sale e
pepe. Il composto va avvolto nella retina di maiale e
consumato come la frissa.
Lardo al rosmarino di Cavour
L'autentico lardo di Cavour viene preparato con lardo
fresco privato di cotenna di maiali della zona
dell'omonimo paese. Tagliato in forma quadrata, il
salume è salato a secco e aromatizzato con pepe e
rosmarino, quindi massaggiato dopo circa 6 ore, posto su
baltresche di acciaio e messo a stagionare in celle
frigorifere a temperatura compresa fra 0 e 4 °C per 3
mesi durante i quali viene frizionato ogni 2 giorni.
Infine il prodotto è tagliato in pezzi di circa 2
chilogrammi e posto sotto vuoto.
Lonzardo
Prosciutto tipico di Stura di Demonte in provincia di
Cuneo preparato con la schiena di maiale lonza a cui
viene lasciato attaccato il lardo. La carne è
aromatizzata con sale marino, spezie, erbe alpine e
provenzali e lasciata maturare al buio in un locale
aerato per circa 3 mesi. Il lanzardo ha una forma
allungata e al taglio appare di un rosso intenso e vivo,
con venature rosate. È ottimo servito con frutta e
scaglie di formaggio come antipasto.
Mortadella di fegato
Questo salume a pasta cruda a base di puro suino è un
prodotto tipico del Novarese e Vercellese, più in
generale della zona orientale della regione. Viene
preparata con carni di maiale magre provenienti dalla
rifilatura del prosciutto (45-65%), grasso del sottogola
e della pancetta (30%) e fegato la cui quantità può
variare a seconda che si voglia ottenere una mortadella
dolce (5 - 10% di fegato) o piccante (20 - 25%). Tutti
gli ingredienti vengono macinati molto fini e speziati
con sale, pepe intero e macinato, vino rosso - Gattinara
o Ghemme -, zucchero, scorza di limone, can- nella, noce
moscata, chiodi di garofano e salnitro. L'impasto viene
quindi insaccato in budello naturale (suino o bovino,
torto o filzetto, oppure bondeana o crespone). Per le
forme che pesano più di 1 chilogrammo è utilizzato il
bindone di cavallo. Le salamelle sono poi legate e
lasciate maturare alcuni giorni, preferibilmente al
sole, quindi messe a stagionare per 4- 5 mesi a seconda
del peso e dell'impasto. Alcuni produttori le affumicano
o le conservano sotto grasso: in questo caso si possono
mangiare crude, altrimenti devono essere cotte.
Mortadella della Valle d'Aosta
E un salume di puro suino preparato con carne di maiale,
una quantità ridotta di fegato (meno de15%) e spezie. Il
tutto è macinato a grana grossa, quindi il composto è
insaccato in budello di maiale che viene legato con
spago con le estremità unite fra loro. La mortadella è
fatta asciugare per qualche giorno, quindi è trasferita
in locali di stagionatura per 60 giorni.
Mula
Salume diffuso nel Novarese, prevalentemente a
Caltignaga e Vercelli, a base di carne suina magra di
testa tagliata grossolanamente con guanciale e impasto
per salame speziato con pepe, aglio, noce moscata e
chiodi di garofano. Al composto si aggiunge la lingua di
maiale tenuta sotto sale per circa 4 giorni, lavata e
asciugata, quindi viene insaccato in budello equino e
legato con lo spago. La mula è una via di mezzo fra
salame e cotechino e va bollita prima del consumo.
Muletta
Salame tipico monferrino a grana grossa, che si ottiene
con le parti migliori del maiale - spalla disossata e
sgrassata, pancetta, coscia, filetto -, impastato con
spezie e aromi, latte scremato, lattosio, destrosio,
saccarosio e talvolta con Barbera invecchiato. Inoltre,
per rallentare i processi ossidativi, si aggiunge una
ridotta quantità di salnitro. Il preparato viene messo
in budello naturale e lasciato maturare per 10 giorni in
ambiente leggermente caldo, quindi il salume è
trasferito in locali freschi, ventilati e mediamente
umidi dove stagiona da un minimo di 2 mesi a 6-8. La
muletta, dalla caratteristica forma a pera, va consumata
a fette sottili.
Mustardela
È un sanguinaccio che viene ancora oggi preparato
secondo una lunga ed elaborata ricetta contadina. Si
utilizza il sangue del maiale raccolto durante la
macellazione unendolo a un impasto di carni lessate,
disossate e macinate grossolanamente ricavate da testa,
cotenna, orecchie, lingua, polmoni, rognoni e ciccioli.
Al composto si uniscono porri, cipolle stufate, sale,
pepe e spezie (noce moscata, cannella, chiodi di
garofano). Il tutto è lasciato riposare per 2 ore e
insaccato nel budello torto a formare delle salamelle
lunghe 20-30 centimetri che devono essere lessate per
circa 15 minuti. La mustardela è una specie di
salsicciotto di color melanzana quasi nera, pastosa e
dal sapore speziato che viene consumata tagliata a fette
o fritta.
Prosciutto della Val d'Ossola
L'area di produzione di questo prosciutto crudo è la val
d' Ossola, zona caratterizzata da allevamenti di suini
all'alpeggio, condotti assieme alle vacche in alta
montagna durante il periodo della transumanza, nutriti
di fieno e di scarti di siero delle lavorazioni
casearie. La coscia di maiale è rifilata, messa sotto
sale e speziata con noce moscata, cannella, chiodi di
garofano, alloro e rosmarino, quindi viene lasciata
maturare per circa un mese. Dopo questo periodo la si
lava con vino aromatizzato con erbe locali che variano a
seconda delle singole ricette, si asciuga ed è messa ad
affumicare per almeno 2 settimane in locali dove vengono
bruciate su bracieri bacche di ginepro, legno di faggio
e altre spezie. Il prosciutto viene quindi trasferito in
locali di stagionatura dove rimane almeno un anno.
Prosciutto della Val Vigezzo
È un prosciutto crudo affumicato che prende nome dalla
valle omonima dove, come per il precedente salume, i
maiali vengono portati al pascolo. Le cosce di maiale,
una volta macellate, sono lasciate riposare per 24 ore,
quindi ripulite e cosparse di sale marino per un periodo
che varia a seconda del loro peso. I prosciutti sono poi
conciari con pepe, cannella, chiodi di garofano,
rosmarino e alloro, quindi appesi per circa un mese
all'interno di camini in cui è bruciata legna di ginepro
per l'affumicatura. Segue un periodo di 15 giorni in
cantina e una seconda affumicatura al termine della
quale i prosciutti vengono lasciati stagionare per 12
mesi in appositi locali a temperatura e umidità
condizionate.
Posciutto di Canale
Tipico della cittadina di Canale, questo salume viene
preparato utilizzando cosce di maiali adulti allevati
localmente secondo ricette che sono tramandate di
famiglia in famiglia. La coscia è rifilata dal grasso,
disossata, salata e speziata con erbe aromatiche su
tutta la superficie, quindi massaggiata in modo che la
carne si insaporisca e infine legata. Il prosciutto
infine è innaffiato con Arneis e cotto in forno a legna
che un tempo era rigorosamente di vite, mentre oggi si
utilizza più spesso fieno che gli conferisce un sapore
decisamente particolare.
Salame della duja
Caratteristico delle province di Novara, di Vercelli e
della zona della bassa val Sesia, è un salame conservato
sotto strutto a base di carni magre scelte (coscia,
culatello), coppa, grasso di pancetta o di lardo
macinate grossolanamente e condite con sale, pepe, aglio
e Barbera. Il preparato è insaccato in budello torto di
manzo a formare dei salami lunghi 15-20 centimetri e di
circa 5 di diametro che vengono lasciati asciugare in un
luogo fresco e aerato per 3 giorni, poi maturare per
circa un mese. Dopo la maturazione, sono messi nella
dujia, recipiente di terracotta, e coperti con strutto
fuso che, solidificandosi, li mantiene morbidi e li
conserva più a lungo. La stagionatura in grasso, che
conferisce il sapore piccante al salame, dura per almeno
8-9 mesi. Il salam d' la dujia è un ingrediente base
della paniscia, tipico risotto piemontese e viene
consumato fresco tagliato a fette.
Salame cotto
Fra i protagonisti del gran bollito alla piemontese, è
un salume che genealmente raggiunge 3 chilogrammi di
peso; viene preparato con carni suine di seconda scelta
magre - coscia, spalla, muscoli della testa e della
lingua - tritate grossolanamente, condite con sale,
pepe, cannella, santoreggia, menta, chiodi di garofano,
vino Barbera ma anche Bonarda, Arneis o Marsala.
L'impasto è insaccato nella bondeana di manzo, quindi
bollito in pentole capaci a fuoco molto basso. Il salame
cotto, prodotto soprattutto nell' Alessandrino e nell'
Astigiano, va consumato fresco, tiepido o freddo. Al
taglio la pasta si presenta asciutta, di colore rosa e
con grossi grani di grasso.
Salame d'asino
Rinomato quello di Borgomanero, questo salume dal colore
rosso scuro si produce in tutta la provincia di Novara,
di Asti e nella zona del Pinerolese. A base di carne
d'asino di prima scelta (coscia o spalla) pulita da
grasso e nervetti, quindi macinata a grana fina.
All'impasto si aggiunge circa il 30% di grasso di
pancetta suina, poi il tutto viene speziato con sale,
pepe in grani e macinato, noce moscata e aglio, e infine
insaccato in budello torto di manzo a dare salami lunghi
10- 15 centimetri. Questi sono lasciati asciugare per
3-4 giorni, poi sono passati in locali ventilati e umidi
dove rimangono da 15 giorni a 5 mesi a stagionare. Oggi,
data la difficoltà a reperire la carne di asino, spesso
si ricorre a un'aggiunta di carne di manzo fino al 25%.
Salame delle Valli Tortonesi
Salame crudo a grana grossa ricavato da suini pesanti di
razza Padana provenienti da allevamenti della zona.
Nell'impasto vengono utilizzati numerosi parti del
maiale, i ritagli del prosciutto e il grasso di
pancetta. Il tutto è macinato, condito con sale, pepe
nero in grani e in polvere, vino rosso e infuso filtrato
di aglio fresco, quindi insaccato in budello naturale di
scrofa, legato con spago a maglia fine e fatto
stagionare, in ambienti aerati da 4 a 6 mesi. Il sa-
lame delle valli Tortonesi può raggiungere i 30
centimetri di lunghezza ed è caratterizzato da uno
strato di muffa bianca su tutta la superficie
dell'involucro.
Salame di cavallo
Salume a base di carne equina magra di prima scelta
(coscia e collo), tritata a grana piuttosto grossa a cui
si aggiunge il 20-30% di pancetta di suino, speziata con
sale, pepe in grani e macinato, noce moscata, aglio e
una piccola quantità di vino bianco o rosso. Tutti gli
ingredienti vengono impastati, quindi il preparato è
insaccato in budello torto di manzo a dare salami di
forma cilindrica che sono lasciati prima maturare in
luoghi caldi e poi stagionare. La stagionatura varia da
15 giorni, per i salami da consumare previa cottura, a 3
mesi. Il salame di cavallo è un insaccato tipico delle
colline tra il Ticino e l' Agogna, in provincia di
Novara, ma viene prodotto anche nel Monferrato e nell'
Astigiano.
Salame di patate
Tipico del Canavese e del Biellese, questo salume è
preparato con carne intercostale del suino, metà grassa
e metà magra, macinata e insaporita con sale, pepe, noce
moscata, cannella, chiodi di garofano e salnitro.
All'impasto viene aggiunta un'uguale quantità di patate
lessate e passate, quindi il tutto è messo nel budello a
formare dei salami leggermente ricurvi di colore rosa
chiaro che vengono lasciati maturare per un: giorno in
locali aerati e secchi. Il salame di patate è
estremamente deperibile e va consumato entro 20 giorni;
può essere sia crudo sia cotto.
Salamino di pecora o capra
Insaccato in via di estinzione caratteristico della zona
del Cuneese. Viene preparato con carni di pecora e capra
di prima scelta, sgrassate e rifilate, macinate a grana
media con un 30% di grasso duro di maiale (lardo e
pancetta), speziate e insaccate nel budello torto di
manzo.
Salsiccia di Bra
Prodotta a Bra e nelle zone limitrofe, questa salsiccia
si prepara con una pasta mista di carne magra di vitello
unita a grasso di maiale (pancetta). La carne di bovino
(80% circa) viene macinata, quindi si unisce la pancetta
di maiale. Il tutto è lavorato una seconda volta in modo
da ottenere un impasto più omogeneo. Il preparato è a
questo punto aromatizzato con sale, pepe macinato,
cannella, noce moscata, semi di finocchio, macis, vino,
toma delle Langhe stagionata e grattugiata, e infine
messo in budello naturale. La salsiccia si può consumare
subito, generalmente cruda, ma è ottima anche cotta.
Testa in cassetta di Gavi
Tipica della Val di Lemme, è un insaccato preparato con
la testa del maiale tagliata a pezzi, disossata e
macinata a cui si uniscono pani di seconda scelta di
vitello e vitellone. Il tutto viene aromatizzato con
sale, aglio, peperoncino, semi di finocchio selvatico,
timo e altre erbe aromatiche, pinoli e rum e poi
insaccato in budello naturale. La testa è lessata e, una
volta fredda, si taglia a fette.
Violino di camoscio
È un prosciutto prodotto in quantità limitate nelle
valli Ossolane a partire da cosce di camoscio conciate
con sale, pepe, bacche di ginepro, alloro, timo,
rosmarino e cipolla per 15-20 giorni. Una volta
asciugate, le cosce vengono messe a stagionare da 2 a 3
mesi.
Violino di capra
Piccolo prosciutto tipico delle valli Ossolane, il
violino di capra si produce con coscie di capre di
allevamenti locali a cui viene lasciato l'osso. La carne
è speziata con sale, pepe, aglio, cannella, alloro,
rosmarino, timo, bacche di ginepro, quindi viene lavata,
asciugata direttamente all'aria aperta e lasciata
stagionare, dopo una breve maturazione in locali caldi e
ventilati, per un periodo di 2-3 mesi.
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