|
Bettelmatt
Il formaggio Bettelmatt ha una lunga tradizione alpina:
già nel 1810 il canonico Nicolao Sottile lo citava come
formaggio di qualità. Nel 1968 fu indetto un referendum
per trovare un nome a questo tipo di formaggio e fu
ribadito per le secolari tradizioni il nome di
"Bettelmatt" (l'alpeggio più famoso). Viene prodotto
nella Val Maggia e nella Valle Verzasca, dove
maturazione e stagionatura avvengono su paglia di segale
raccolta a mano. Si prepara nei pascoli oltre i 1800 m
dove c'è l'erba mattolina che gli dà un gusto
particolare, tra luglio e agosto; è di latte vaccino
intero, a pasta cotta e stagionato per 3 mesi in alpe,
per poi maturare per altri 3-9 mesi. Si presenta in
forme rotonde di 8-12 cm con diametro tra i 28 e i 35
cm. Ha occhiatura minuta, rara e con colorazione gialla,
pasta morbida.
Bra DOP
Formaggio DOP semigrasso a latte crudo e pasta cruda e
morbida (Bra tenero), semidura o dura (Bra duro) a
seconda della stagionatura. Prodotto nelle vallate delle
Alpi Marittime e in tutto il Roero, ha forma cilindrica
da 6 a 8 kg, con pasta da avoriata a giallo ocra con
piccolissime occhiature, crosta da grigio chiaro a beige
scuro. Sapore profumato e più o meno piccante e sapido a
seconda della stagionatura. Le forme prodotte e
stagionate in montagna possono portare la menzione
"d’alpeggio".
Brus
Pasta odorosa e piccante ottenuta da ritagli di formaggi
e seirass. Colore bianco o giallognolo fino a un bruno
grigio. Per evitare vermetti, nell'impasto viene
aggiunta grappa. Nelle Valli Chiusella, Orco e Soana
fanno un brus da latte, ovvero un formaggio pastoso,
perlopiù condito con sale e pepe o peperoncino, ottenuto
innestando con siero il latte vaccino intero.
Castelmagno DOP
È il gioiello della casearia piemontese, esclusivo della
Val Grana, è un formaggio DOP semigrasso di latte crudo
vaccino, raramente addizionato di latte caprino e ovino.
La storia di questo formaggio ormai celebre risale
addirittura all’ XI secolo. Il peso della forma va dai 2
ai 7 kg; la pasta è friabile, di colore bianco avorio
con erborinatura negli esemplari stagionati di maggior
pregio. La crosta invece tende al rossiccio, il gusto è
saporito; diventa piccante dopo i 5 mesi di
stagionatura.
Frachet
Impasto di ricotte e rimasugli di formaggio salato,
tipico della Valsesia. Il formaggio viene aromatizzato
con erbe e spezie selvatiche, poi posto ad asciugare in
palle da 100-300 gr. appese in teli di canapa. Le motte
sono invece palle ottenute lasciando acidificare
naturalmente del latte grasso e impastando con sale,
vino, finocchio, pepe.
Gorgonzola DOP
Si dice abbia avuto origine nell'omonimo paese intorno
al 1100. Da allora viene prodotto in tutta la pianura e
la collina lombarda dove le "marcite" hanno per secoli
creato l'ambiente ideale per la sua produzione. Eppure
da Milano l'epicentro produttivo di questo formaggio si
è via via spostato nel Novarese, oggi sede del Consorzio
di tutela della DOP. Formaggio di latte vaccino intero,
meglio se crudo, a pasta cruda molle o cremosa con
erborinatura ottenuta mediante foratura della forma per
favorire l'attacco da parte di muffe del genere
Penicillium, talvolta spontaneo talvolta con innesto
selezionato. Il metodo di produzione può anche essere a
due paste ovvero due forme sovrapposte in modo che il
punto di separazione/contatto costituisca ideale esca
per le muffe dell'ambiente. Il tipo naturale è cremoso
in bocca e piccante, con muffe abbondanti e azzurre, di
gusto forte e deciso. Matura in grotte naturali per
90-120 giorni. Quello dolce differisce dal precedente
per una pasta più molle e paglierina, con muffe verdi
rade e sapore più dolce. Si ottiene con tecniche che
favoriscono una più rapida acidificazione e con
l'innesto di ceppi di muffe diverse e matura per non più
di 60 giorni. Ottimo anche come ingrediente di ricette
classiche e di fantasia. La crosta è rossiccia e
commestibile.
Maccagno
Toma tipica delle valli biellesi, di latte vaccino crudo
e intero, in forme da 1,5 a 2,5 kg, con crosta liscia e
abbastanza elastica, pasta color paglierino, compatta ma
fondente, molto gustosa e profumata. Può essere
straordinaria se d'alpeggio e, soprattutto, se maturata
a lungo in grotte naturali, come vuole la tradizione.
Montebore
Curioso formaggio della Val Borbera di latte intero
misto di capra e mucca. Esistente già dal Medioevo, la
curiosa forma attuale, che ricorda una torta nuziale,
dicono sia nata per imitare un antico castelliere e che
sia stata poi codificata da Leonardo da Vinci in
occasione del matrimonio di Isabella d'Aragona.
Mortrett
Questo piccante formaggio dell'Alto Eporediese si
ottiene impastando pezzetti di toma e ricotta che poi
vengono lasciati maturare a lungo. Il Brosso della Valle
Arroscia, in Liguria, è assai simile ma fatto solo con
ricotta addizionata di grappa e/o vari altri condimenti
(peperoncino, pepe, olio extravergine, aceto), il tutto
fermentato in recipienti di larice.
Murazzano DOP
Formaggio DOP tipico dell'Alta Langa, proviene da latte
intero ovino, con eventuale taglio massimo di vaccino
del 40%. È in piccole forme cilindriche da 300-400 g,
con pasta morbida, finemente granulosa, prima bianca poi
paglierina, pressoché priva di crosta, profumo e sapore
piuttosto decisi. È reperibile anche nella versione
sott'olio.
Murianengo
Stupendo formaggio erborinato di latte vaccino, con
eventuale piccolo taglio di ovino e/o caprino, nell’area
del Moncenisio. Spontaneamente invaso dal Penicillium
grazie alla tecnica di lavorazione della cagliata rotta,
ha muffe blu diffuse in una pasta giallognola
consistente, mentre la crosta è crepata e irregolare.
Dapprima dolce, diventa pesto forte di odore e di Gusto.
Murtarat
Curioso formaggio biellese ottenuto dalla acidificazione
spontanea del latte vaccino crudo intero aromatizzato
(nella pasta o in superficie) con aglio, pepe,
peperoncino –ma esistono anche produttori che aggiungono
spezie ed erbe varie- e stagionato. Ha gusto forte e,
anche quando è duro (di 7 mesi e più), si scioglie in
bocca.
Raschera DOP
Formaggio DOP semigrasso pressato a latte crudo e pasta
cruda. Prodotto in tutta la provincia, ha forma bassa
cilindrica o quadrangolare da 7 a 10 kg, con pasta da
bianca tendente all'avorio, piuttosto consistente, con
minuscole occhiature, crosta sottile giallorossastra. Il
sapore è profumato in modo caratteristico, moderatamente
piccante. Le forme riprodotte e stagionate in montagna,
purché a oltre 900 m di altitudine e in pochi e ben
precisi comuni (Valcasotto e valli vicine), possono
portare la menzione "d'alpeggio".
Ricotta
Questo eccezionale latticino, freschissimo, la ricotta,
nasce in Piemonte, soprattutto nelle aree montane e
submontane, dove c'è pascolo. Se ne fa larghissimo uso
in cucina, dai ripieni per paste fresche di ogni genere,
alle torte salate, ai dolci, senza dimenticare che anche
il consumo diretto permette di apprezzarne la bontà e la
cremosità, specie se accompagnato da mostarde o da
scaglie di cioccolato e zucchero. La ricotta si ottiene
dal siero di vacca e di pecora da solo o misto, ha una
consistenza setosa e spalmabile ed è grassa e suadente
in bocca.
Robiola di Roccaverano DOP
Il nome della robiola deriverebbe dalla città di Robbio, in provincia di Pavia; il toponimo è legato
a Roccaverano, un comune in provincia di Asti, ma l'area di produzione della robiola comprende il territorio
a cavallo fra le province di Asti e di Alessandria nella parte orientale delle Langhe.
È un formaggio fresco piuttosto grasso a pasta cruda e bianca senza crosta.
Per la produzione della Robiola di Roccaverano si adopera latte crudo intero di capra delle razze Roccaverano
e Camosciata Alpina e loro incroci, di pecora di razza Pecora delle Langhe e di vacca delle razze Piemontese
e Bruna Alpina e loro incroci, proveniente esclusivamente dall’area di produzione, con le seguenti
percentuali: latte crudo intero di capra in purezza o in rapporto variabile in misura minima
del 50 % con latte crudo intero di vacca e/o pecora in misura massima del 50%, proveniente da
mungiture consecutive, effettuate in un arco di tempo tra le 24 e le 48 ore.
Salagnun
Il Salagnun della Valsesia è un impasto di scarti di
formaggio con spezie abbondanti messo a riposare in un
contenitore detto salò. Per scarti si intendono le forme
fresche mal formate, per esempio. Col nome di salignon
(Valle d'Aosta) e altri simili è diffuso anche in altre
zone: cambiano le spezie e le erbe.
Seirass
Caratteristico delle valli torinesi è il seirass del
fen, che viene preparato con il siero rimasto dopo la
lavorazione delle tome di latte vaccino (con taglio
ovino e/o caprino) e viene fatto maturare nel fieno (da
erbe del genere Festuca). La mascarpa, tipica di
Valsesia e VaI d'Ossola, è invece una ricotta che viene
arricchita con latte o panna.
Sora
Formaggio perlopiù d'alpeggio (territorio di Ormea) di
latte intero e crudo di pecora e capra con taglio di
vacca. In forme cilindriche o quadrate da 1 a 4 kg, ha
pasta bianca, morbida e grassa, dolce, con sentori
d'erbe di montagna; gli esemplari freschi non hanno
crosta, quelli stagionati l'hanno bruno grigiastra. Ha
forma appiattita.
Testun
Formaggio monregalese vaccino di latte crudo intero
(raramente integrato con capra o pecora) fatto in
primavera fino a luglio. Gusto da dolce a piccante
secondo la stagionatura.
Toma Ajgra
Toma valsesiana di latte vaccino (di razza bruna alpina)
crudo un tantino scremato in forme di 2 o 3 kg con
crosta dura grigia e pasta friabile giallo scura e
piccante. Stagiona fino a un anno.
Toma piemontese DOP
Formaggio vaccino DOP, la cui storia risale almeno al
1300, prodotto nelle province di Torino, Cuneo, Biella,
Novara, Vercelli e in alcuni comuni delle province di
Asti e Alessandria. È molto variabile, sia come qualità
che come dimensione. Può infatti essere grassa o
semigrassa, in forme da 1,8 a 8 kg, stagionata da un
minimo di 15 a un massimo di 60 giorni a seconda del
peso. La toma grassa è comunque a pasta morbida
semicotta di colore paglierino, con occhiatura minuta,
di forma cilindrica, con crosta elastica e liscia, gusto
dolce e aromatico. La toma piemontese semigrassa si
distingue per la crosta più rigida e il sapore più
carico. Come per altri formaggi "storici" è importante
la stagionatura nelle grotte tradizionali, che
conservano da secoli i microrganismi che attribuiscono
al formaggio la sua tipicità.
Tomino di Rivarolo
Formaggio molle spalmabile del Canavese, fatto con latte
vaccino intero termizzato. Ha gusto fresco, di latte,
con vena acidula, e va consumato in tempi brevissimi
altrimenti perde i suoi migliori pregi. Ottimo
soprattutto se condito con olio, aromi e peperoncino
(tornino elettrico) oppure con bagnet vert. Vi sono
molti altri tomini tipici a pasta bianca: di Rivalta, di
Casalborgone, di Saronsella. Sono molti anche i tomini
che da giovani hanno pasta bianca e tenera per poi
diventare, se stagionati, da grattugia: del Bot in Val
Varaita, delle Valli Saluzzesi, di San Giacomo di Boves
(piccolo, di latte vaccino, misto in primavera).
Tuma d’la Paja
Nota anche come paglierina, è una tometta vaccina a
pasta molle, grassa, ad acidità naturale, caratteristica
anche perchè conservata su stuoiette di paglia. Da
giovane è burrosa e a pasta bianca con sentore di latte
piacevole; una volta stagionata è a pasta gialla,
fondente in bocca, un po' piccante, molto aromatica.
Tuma di Bussolasco
Tometta di latte vaccino intero tagliato con latte
caprino e ovino. A pasta cruda e semiconsistente dopo
breve stagionatura, è bianca, senza crosta ma con
superficie paglierina. Al gusto risulta molto aromatica,
eccellente con la cugnà o condita con olio ed erbe.
|