Gusto Piemonte - Prodotti alimentari tipici piemontesi
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Provincia di Torino

 



Un itinerario gastronomico nel Torinese spazia dalla ricercata tradizione sabauda alla cucina etnica delle minoranze alpine. La provincia di Torino è costituita per più della metà dalle montane raccolte intorno al crinale delle Alpi Cozie. Alla loro base si stendono rilievi morenici, punteggiati da piccoli specchi d'acqua: il principale è dato dalla Serra d'Ivrea, che individua il distretto del Canavese. Oltre la pianura si levano la Collina Torinese, proprio a ridosso del Po, e le avanguardie del Monferrato. Notevole, dunque, la varietà di paesaggi naturali e umani.

Le terre alpine traggono interesse dalla viva economia pastorale e dalle usanze degli Occitani delle valli Valdesi e dei Franco Provenzali della valle di Susa. La collina si muove intorno al mondo del vino: dalle terrazze del rosso Carema, alle porte della Valle d' Aosta, al dolce paesaggio di Ivrea con il bianco Erbaluce di Caluso; dai vigneti pedemontani delle DOC Valsusa e Pinerolese, alle ondulazioni interne dei Freisa di Chieri e Collina Torinese. La pianura è infine l'ambito degli orti e dell'allevamento dei bovini da carne.

Quanto alla buona tavola, il capoluogo ha il doppio volto di tutte le grandi città, con uno sparuto gruppo di difensori della tradizione, d'ascendenza sabauda, e un'ampia rappresentanza regionale e non. Poi, quanto più ci si allontana dalla città, tanto più risaltano le radici locali nei tanti gradevoli locali della montagna piemontese.
Foto di Torino - La Mole Antoneliana
Nella foto: La Mole Antoneliana
La val di Susa e la valle del Chisone
A Rivoli il castello sabaudo domina il paesaggio delle colline moreniche formate dall'antico ghiacciaio della valle di Susa. Nelle pasticcerie locali, i torcetti, dolci particolari di pasta sfoglia; nella vicina Pianezza, tipiche paste di "meliga" (farina di grano- turco). Uno dei monumenti più interessanti del Piemonte, è Sacra di San Michele, abbazia dalle intricate vicende, tutt'uno con la vetta del monte Pirchiriano abbracciata dai vigneti della DOC Valsusa. Susa, sorge ai piedi del Rocciamelone (mt 3538), dove convergono le strade del Moncenisio e del Monginevro. Attraversata da eserciti e da pellegrini, conserva memoria del suo passato romano nell'arco di Augusto e del suo Medioevo nella cattedrale. In loco si può acquistare l'ottima torna della valle di Susa. Escursione raccomandata al passo della Novalesa: si visita l'abbazia benedettina e si acquistano prodotti d'alpeggio; tra questi il cosiddetto "Blu del Moncenisio", formaggio morbido tipo Reblochon, e il raro Murianengo, o Muriennais, a pasta burrosa ed erborinata. Al confine occidentale troviamo Sauze d'Oulx il piccolo borgo alpino riporta ai tempi in cui, in questi luoghi, si confezionava una delicata conserva di rose, forse retaggio dell'antica dominazione saracena. Gli alberghi e le ville danno invece l'immagine dell'animata località sciistica. In estate, dagli alpeggi di San Sicario scende il belgiunn, una ricotta a pasta granulosa, di colore paglierino. Poco distante è il parco naturale del Grande Bosco di Salbertrand. Più in alto è Bardonecchia, coronata dai boschi e dalle vette delle Alpi Cozie. Dalla strada del Monginevro si sale a Sestriere alla sella che divide la valle della Dora Riparia e quella del Chisone. Il punto è annunciato dai celebri alberghi a torre, eretti nel 1928 quando si fondò l'elegante stazione sciistica che conosciamo. A Pragelato miele molto fine e apprezzato nonché la torna dell'Alpe Rocca del Grand Puj. Più a valle, a Perosa Argentina, ottime ciliegie. A Pinerolo il Borgo Superiore, sul colle, conserva le memorie degli Acaja, il ramo sabaudo che ne fece la piccola capitale delle proprie terre. Vi troviamo la chiesa tardogotica di S. Maurizio, con lo svettante campanile, e ì palazzi del potere secolare. Più in basso è il Duomo, al centro della città vecchia, di tipica impronta piemontese. Sulle tavole locali, funghi, soprattutto porcini, lumache e formaggi. Da latte di capre Saanen si trae formaggio in crema, robiole in foglie di castagno e formaggi maturati nella cenere; tra i latticini si segnalano anche il seirass del Lausun, freschissimo, confezionato in sacchetti di tela, e i tomini del Talucco, prodotti nell'alpe omonima. Nelle panetterie si trova il giaco, pane di lunga conservazione a forma di doppio triangolo aperto a libro. A Cavour, carni di prim'ordine e antica tradizione del salame cotto con le verze; ottime mele e, nelle pasticcerie, i "cavourrini" al rum. Qui, il genio di Silvio Brada ha saputo mettere a punto una serie di salumi originali e indimenticabili dai salami al Barolo e al Barbaresco, alla coppa di testa cotta nel Marsala. A Cumiana, pesche e mele, che si preparano al forno ripiene di amaretti e varie spezie. A Pancalieri, coltivazioni di menta piperita e produzione locale di liquori. A Villafranca Piemonte, formaggio Bra duro e tenero.
La collina di Torino e il Po
Sull'ultimo sperone della collina torinese troviamo Moncalieri, la cittadina conserva il Castello e, più in basso, l'antico centro storico, a testimonianza di quelle piacevoli residenze che circondavano la capitale sabauda. In loco buone opportunità gastronomiche, con particolare menzione per la "Rosa Rossa", tra l'altro sede della Confraternita della Trippa, dispensatrice di un salame ad hoc. Per i più volenterosi, allungo fino a Carmagnola, lungo la strada, il simpatico spettacolo delle bancarelle che propongono i celebri peperoni del posto. Altri prodotti d'eccellenza sono gli asparagi di Santena, della varietà primaticcia a punta bianco-rosea, detta d' Argenteuil, con mercato da metà aprile a tutto giugno, e le ciliegie di Pecetto, con fiera del frutto in giugno. Dulcis in fundo, a Carignano, i gustosi "zesti", scorze candite di limone e arancia. Ai piedi delle pendici orientali della Collina di Torino, Chieri,ove si scorgono di là dal piano le ondulazioni del Monferrato; la città ha monumenti gotici di rilievo e una produzione vinicola, Freisa soprattutto, non da meno. Doverosa una visita al museo e alle cantine della "Martini & Rossi", storica produttrice di vermut e liquori. Altra specialità locale sono i cardi, di varietà gigantesca, bianchi, teneri, tra i migliori della regione per la bagna caôda. Chi volesse avventurarsi sino ai confini meridionali della provincia, tenga in considerazione Pralormo; nelle trattorie piatti a base di cardi e tinche del lago della Spina; nelle pasticcerie i "pampavia", biscottini particolarmente adatti per le creme o per il tè. Dalla strada che taglia la collina si devia lungo il crinale che porta a Superga: della basilica dello Juvarra, regale ornamento al profilo della collina, si noti la cripta con le tombe sabaude fino a Carlo Alberto. Seguendo il Po si giunge a Chivasso, industriosa cittadina; specialità locale sono i "nocciolini", amaretti dolci di minime dimensioni. Sulla via del ritorno, un'ulteriore curiosità gastronomica: le cipolle ripiene, di cui Settimo Torinese vanta la paternità; per prepararle occorrono cipolle bionde e grosse da farcire con un trito dello stesso ortaggio arricchito con formaggio, uova, burro, pepe e acquavite di pesca.
Il Canavese
Intorno a Caluso, questa graziosa Città del Vino, affacciata al lago di Candia, si stende il vigneto dell'Erbaluce, vino bianco esclusivo del luogo. Degna di nota, la lavorazione del salame di patata, a metà tra suino e tubero, appetitoso retaggio di passate povertà. Ivrea si propone come ideale trampolino per la scoperta del Canavese, distretto collinare dai ben definiti sapori. Nei ristoranti si mangia alla "canavesana" mentre nei negozi, ottimi salami all'aglio o sotto grasso poi i tomini di Chiaverano (vaccini) e Montaleghe (pecorini), il cavrin di Coazze, a pasta cremosa, e tomini di Andrate. Nelle pasticcerie, i rinomati amaretti eporediesi e la polenta d'Ivrea, torta rustica di farina gialla alla vaniglia. Alle soglie della Valle d' Aosta si incontra, Carema ,Città del Vino, incastonata tra vigneti terrazze che annunciano la montagna. Il Nebbiolo si confronta con rigori del clima e dà un vino dall'indimenticabile aroma di rosa. Negli alpeggi del Gran Paradiso si trovano gli ottimi formaggi di Cuorgnè: i pascoli sono quelli della valle di Locana; da Chialamberto vengono ciliegie e frutti di bosco; dagli alpeggi, burro e formaggi, tra cui la toma di Balme e una ricotta salata, conosciuta con il nome di giuncà.

 

 

 

 

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