|
|
| Benvenuto in Gusto Piemonte |
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
|
|
 |
| |
 |
 |
|
Home Territorio |
Alessandria |
Asti |
Biella |
Cuneo |
Torino |
Novara |
Verbania |
Vercelli
|
 |
| |
 |
Provincia di Torino
|
|
 |
 |
Un itinerario gastronomico nel Torinese spazia dalla
ricercata tradizione sabauda alla cucina etnica
delle minoranze alpine. La provincia di Torino è
costituita per più della metà dalle montane raccolte
intorno al crinale delle Alpi Cozie. Alla loro base
si stendono rilievi morenici, punteggiati da piccoli
specchi d'acqua: il principale è dato dalla Serra
d'Ivrea, che individua il distretto del Canavese.
Oltre la pianura si levano la Collina Torinese,
proprio a ridosso del Po, e le avanguardie del
Monferrato. Notevole, dunque, la varietà di paesaggi
naturali e umani.
Le terre alpine traggono interesse
dalla viva economia pastorale e dalle usanze degli
Occitani delle valli Valdesi e dei Franco Provenzali
della valle di Susa. La collina si muove intorno al
mondo del vino: dalle terrazze del rosso Carema,
alle porte della Valle d' Aosta, al dolce paesaggio
di Ivrea con il bianco Erbaluce di Caluso; dai
vigneti pedemontani delle DOC Valsusa e Pinerolese,
alle ondulazioni interne dei Freisa di Chieri e
Collina Torinese. La pianura è infine l'ambito degli
orti e dell'allevamento dei bovini da carne.
Quanto
alla buona tavola, il capoluogo ha il doppio volto
di tutte le grandi città, con uno sparuto gruppo di
difensori della tradizione, d'ascendenza sabauda, e
un'ampia rappresentanza regionale e non. Poi, quanto
più ci si allontana dalla città, tanto più risaltano
le radici locali nei tanti gradevoli locali della
montagna piemontese.
|
| Nella foto: La Mole Antoneliana
|
|
|
| La
val di Susa e la valle del Chisone |
A Rivoli il castello sabaudo domina il
paesaggio delle colline moreniche formate dall'antico ghiacciaio
della valle di Susa. Nelle pasticcerie locali, i torcetti, dolci
particolari di pasta sfoglia; nella vicina Pianezza, tipiche
paste di "meliga" (farina di grano- turco). Uno dei monumenti più
interessanti del Piemonte, è Sacra di San Michele, abbazia
dalle intricate vicende, tutt'uno con la vetta del monte Pirchiriano
abbracciata dai vigneti della DOC Valsusa.
Susa, sorge ai piedi del Rocciamelone (mt 3538), dove
convergono le strade del Moncenisio e del Monginevro. Attraversata
da eserciti e da pellegrini, conserva memoria del suo passato romano
nell'arco di Augusto e del suo Medioevo nella cattedrale. In loco si
può acquistare l'ottima torna della valle di Susa. Escursione
raccomandata al passo della Novalesa: si visita l'abbazia
benedettina e si acquistano prodotti d'alpeggio; tra questi il
cosiddetto "Blu del Moncenisio", formaggio morbido tipo Reblochon, e
il raro Murianengo, o Muriennais, a pasta burrosa ed erborinata. Al
confine occidentale troviamo Sauze d'Oulx il piccolo borgo
alpino riporta ai tempi in cui, in questi luoghi, si confezionava
una delicata conserva di rose, forse retaggio dell'antica
dominazione saracena. Gli alberghi e le ville danno invece
l'immagine dell'animata località sciistica. In estate, dagli alpeggi
di San Sicario scende il belgiunn, una ricotta a pasta granulosa, di
colore paglierino. Poco distante è il parco naturale del Grande
Bosco di Salbertrand. Più in alto è Bardonecchia, coronata
dai boschi e dalle vette delle Alpi Cozie. Dalla strada del
Monginevro si sale a Sestriere alla sella che divide la valle
della Dora Riparia e quella del Chisone. Il punto è annunciato dai
celebri alberghi a torre, eretti nel 1928 quando si fondò l'elegante
stazione sciistica che conosciamo. A Pragelato miele molto
fine e apprezzato nonché la torna dell'Alpe Rocca del Grand Puj. Più
a valle, a Perosa Argentina, ottime ciliegie. A Pinerolo
il Borgo Superiore, sul colle, conserva le memorie degli Acaja, il
ramo sabaudo che ne fece la piccola capitale delle proprie terre. Vi
troviamo la chiesa tardogotica di S. Maurizio, con lo svettante
campanile, e ì palazzi del potere secolare. Più in basso è il Duomo,
al centro della città vecchia, di tipica impronta piemontese. Sulle
tavole locali, funghi, soprattutto porcini, lumache e formaggi. Da
latte di capre Saanen si trae formaggio in crema, robiole in foglie
di castagno e formaggi maturati nella cenere; tra i latticini si
segnalano anche il seirass del Lausun, freschissimo, confezionato in
sacchetti di tela, e i tomini del Talucco, prodotti nell'alpe
omonima. Nelle panetterie si trova il giaco, pane di lunga
conservazione a forma di doppio triangolo aperto a libro. A
Cavour, carni di prim'ordine e antica tradizione del salame
cotto con le verze; ottime mele e, nelle pasticcerie, i "cavourrini"
al rum. Qui, il genio di Silvio Brada ha saputo mettere a punto una
serie di salumi originali e indimenticabili dai salami al Barolo e
al Barbaresco, alla coppa di testa cotta nel Marsala. A Cumiana,
pesche e mele, che si preparano al forno ripiene di amaretti e varie
spezie. A Pancalieri, coltivazioni di menta piperita e
produzione locale di liquori. A Villafranca Piemonte,
formaggio Bra duro e tenero.
|
|
| La
collina di Torino e il Po |
Sull'ultimo sperone della collina torinese troviamo Moncalieri,
la cittadina conserva il Castello e, più in basso, l'antico centro
storico, a testimonianza di quelle piacevoli residenze che
circondavano la capitale sabauda. In loco buone opportunità
gastronomiche, con particolare menzione per la "Rosa Rossa", tra
l'altro sede della Confraternita della Trippa, dispensatrice di un
salame ad hoc. Per i più volenterosi, allungo fino a Carmagnola,
lungo la strada, il simpatico spettacolo delle bancarelle che
propongono i celebri peperoni del posto. Altri prodotti d'eccellenza
sono gli asparagi di Santena, della varietà primaticcia a
punta bianco-rosea, detta d' Argenteuil, con mercato da metà aprile
a tutto giugno, e le ciliegie di Pecetto, con fiera del
frutto in giugno. Dulcis in fundo, a Carignano, i gustosi
"zesti", scorze candite di limone e arancia. Ai piedi delle pendici
orientali della Collina di Torino, Chieri,ove si scorgono di
là dal piano le ondulazioni del Monferrato; la città ha monumenti
gotici di rilievo e una produzione vinicola, Freisa soprattutto, non
da meno. Doverosa una visita al museo e alle cantine della "Martini
& Rossi", storica produttrice di vermut e liquori. Altra specialità
locale sono i cardi, di varietà gigantesca, bianchi, teneri, tra i
migliori della regione per la bagna caôda. Chi volesse avventurarsi
sino ai confini meridionali della provincia, tenga in considerazione
Pralormo; nelle trattorie piatti a base di cardi e tinche del
lago della Spina; nelle pasticcerie i "pampavia", biscottini
particolarmente adatti per le creme o per il tè. Dalla strada che
taglia la collina si devia lungo il crinale che porta a Superga:
della basilica dello Juvarra, regale ornamento al profilo della
collina, si noti la cripta con le tombe sabaude fino a Carlo
Alberto. Seguendo il Po si giunge a Chivasso, industriosa cittadina;
specialità locale sono i "nocciolini", amaretti dolci di minime
dimensioni. Sulla via del ritorno, un'ulteriore curiosità
gastronomica: le cipolle ripiene, di cui Settimo Torinese
vanta la paternità; per prepararle occorrono cipolle bionde e grosse
da farcire con un trito dello stesso ortaggio arricchito con
formaggio, uova, burro, pepe e acquavite di pesca.
|
|
| Il
Canavese |
Intorno a Caluso, questa graziosa Città del
Vino, affacciata al lago di Candia, si stende il vigneto
dell'Erbaluce, vino bianco esclusivo del luogo. Degna di nota, la
lavorazione del salame di patata, a metà tra suino e tubero,
appetitoso retaggio di passate povertà. Ivrea si propone come
ideale trampolino per la scoperta del Canavese, distretto collinare
dai ben definiti sapori. Nei ristoranti si mangia alla "canavesana"
mentre nei negozi, ottimi salami all'aglio o sotto grasso poi i
tomini di Chiaverano (vaccini) e Montaleghe
(pecorini), il cavrin di Coazze, a pasta cremosa, e tomini di
Andrate. Nelle pasticcerie, i rinomati amaretti eporediesi e la
polenta d'Ivrea, torta rustica di farina gialla alla vaniglia. Alle
soglie della Valle d' Aosta si incontra, Carema ,Città del
Vino, incastonata tra vigneti terrazze che annunciano la montagna.
Il Nebbiolo si confronta con rigori del clima e dà un vino
dall'indimenticabile aroma di rosa. Negli alpeggi del Gran Paradiso
si trovano gli ottimi formaggi di Cuorgnè: i pascoli sono quelli
della valle di
Locana; da Chialamberto vengono ciliegie e frutti di
bosco; dagli alpeggi, burro e formaggi, tra cui la toma di Balme
e una ricotta salata, conosciuta con il nome di giuncà.
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
 |
|
Chi siamo |
Condizioni vendita |
Assistenza e
Contatti |
Ordini e
Spedizioni |
Area clienti
|
Privacy
|
 |
|
|
|
|
|
Gusto Piemonte è un marchio
registrato a nome:
ALBANET di Sacco
Via Fontanone - 28010 Veruno (NO)
Partita IVA: 02006240036
CCIAA n° 210149 del 02/08/2005
© 2005 -
2010
Gusto Piemonte - All rights reserved - Tutti i diritti riservati
www.gustopiemonte.com
|
|
|
|
 |
|