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Provincia di Novara
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Laghi, fiumi e risaie disegnano il paesaggio del
Novarese e improntano la sua cucina a sapori che
annunciano il confine lombardo. La provincia di
Novara presenta un territorio allungato in senso
nord-sud, disegnato dai fiumi Sesia e Ticino. A nord
sono le Prealpi, ambiente di attività pastorali
impreziosito dalle acque dei laghi d'Orta e
Maggiore. Intermedia è una fascia di colline
moreniche vocate alla viticoltura: al vertice della
qualità sono il DOCG Ghemme e i DOC
Sizzano, Fara, Boca e
Colline Novaresi, nei quali il Nebbiolo,
localmente detto Spanna, gode di apporti di Bonarda
e Vespolina.
A sud, infine, è la pianura delle
risaie e delle colture funzionali all'allevamento e
alla casearia, che si esprime al meglio in un
formaggio d'origine lombarda, il Gorgonzola
DOP. Da questo quadro ambientale deriva una
gastronomia improntata al riso, come nella tipica
paniscia novarese, e al pesce di lago e di fiume.
Evidenti sono gli influssi lombardi, specie nelle
zone contigue alla Lomellina, dove ritroviamo il
riso con le rane e piatti a base di carne d'oca.
Salendo verso i monti, invece, riprende quota la
cucina piemontese pur nella singolarità
dell'utilizzo della carne d'asino nel tapulon di
Borgomanero. Quanto ai ristoratori, la compagine è
di prim'ordine: tappa ineludibile è "Al Sorriso",
locale tra i primi d'Italia, celebre per i suoi
piatti di complessa e poetica ispirazione.
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| Nella foto: La Basilica di San Gaudenzio
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| Il
Sesia e il Ticino
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Partendo da ovest poi si sale a Carpignano Sesia, paese
agricolo con un pittoresco nucleo di case quattrocentesche.
All'orizzonte sono i primi rilievi. Qui, in rapida successione,
troviamo tre borghi vinicoli Fara, Sizzano
e Ghemme rinomati per i loro rossi da uve Nebbiolo. A Fara,
segnalazione per una mortadella di fegato particolarmente piccante e
saporita. Imboccata la statale Biella-Arona, si sale a incrociare il
torrente Agogna, verso Borgomanero. Qui, fra i rilievi
morenici a sud del lago d'Orta è centro di antica fondazione con la
bella chiesa romanica di S. Leonardo. Attrazione gastronomica è il
tapulon, curioso intingolo di carne d'asino tritata e cotta nel
vino. Menzione d'eccellenza va al ristorante "Pinocchio" in
equilibrio fra sapori di mare e di terra. Tra i prodotti tipici, la
bresaola di cavallo mentre nelle pasticcerie, i "brutti ma buoni".
Per i turisti del vino, deviazione a Boca, patria di un altro
grande rosso. Il tracciato prende verso sud, a qualche distanza dal
Ticino, fino a Oleggio e porta nella bella piazza porticata
di questo centro di pianura. Chi non fa rientro diretto a Novara,
allarghi per Galliate, nei negozi "salami d’la duja" e
tipiche pagnottelle con uva sultanina e Trecate, salame
d'oca, piatto tipico l'anatra muta ripiena per concludere
l'itinerario sul ponte di Boffalora, ormai in territorio lombardo.
In alternativa, da Oleggio si vada a incrociare la statale 229 del
lago d'Orta. A Momo il ristorante "Macallè" offre gran cucina
tra collina e pianura: risotto tartufato e gnocchetti al gorgonzola,
stracotto d'asino al Barolo e quaglia farcita al fegato grasso
d'oca, lumache e rane fritte.
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Lago Maggiore e lago d'Orta
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I buongustai presto deviano in direzione di
Soriso, dove li attende uno dei migliori ristoranti d'Italia,
"Al Sorriso", celebre per la cucina di altissimo livello e una
poetica attenzione al dettaglio; scorrendo la carta citiamo la
galantina di volatili con fegato grasso e pere all'aceto balsamico,
i ravioloni verdi di formaggi freschi di capra al burro d'alpe, la
gallina novella con composta di mele e purea al prezzemolo, il rombo
chiodato laccato al miele di tiglio con funghi galletti, il budino
ai “non ti scordar di me” e profumo di Drambuie. Tra le acque
romantiche del lago, troviamo Orta San Giulio, stradette
silenziose e scorci d'impronta barocca. Per un soggiorno
d'atmosfera, allietato da un ristorante di prim'ordine,
l'ottocentesca "Villa Crespi". Tra i prodotti tipici, la mortadella
di fegato della bassa Val Sesia. Protetta dalla collina del
Vergante, Arona è dovizioso luogo di villeggiatura sul
Verbano con un passato di commerci tra il Milanese e il Canton
Ticino. Così, intorno al nucleo antico, dove spicca la
quattrocentesca Casa del Podestà, troviamo gli alberghi e le ville
del turismo d'antan. In piazza del Popolo è la suggestiva "Taverna
del pittore", capofila della ristorazione locale, con una cucina che
modifica il proprio menu seguendo il ritmo delle stagioni; da non
perdere la tradizionale escursione al "San Carlone", la colossale
statua in rame eretta nel 1967 in onore di San Carlo Borromeo e
posta su un appoggio panoramico.
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