Gusto Piemonte - Prodotti alimentari tipici piemontesi
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Provincia di Cuneo

 



La provincia di Cuneo occupa l' ampio territorio compreso tra il confine francese e il Monferrato, con la corona delle Alpi Marittime e Cozie fino al Monviso, e il distretto collinare delle Langhe. Viticoltura e allevamento sono i pilastri di un'economia agroalimentare che può contare anche su un'ortofrutticoltura di prim'ordine e sulla specificità del tartufo. Proprio il tartufo e i grandi vini delle Langhe sono l'anima dì un distretto enogastronomico che attira buongustai da tutto il mondo. Qualità e varietà, dunque, a partire dai vini con i DOCG Barbaresco e Barolo, i DOC d'ampio areale Barbera, Dolcetto e Nebbiolo d' Alba, i più localizzati Roero, Dolcetto di Diano d' Alba, Dolcetto di Dogliani, Dolcetto delle Langhe Monregalesi, Colline Saluzzesi fino a rarità come il Verduno Pelaverga.

Grande compagine è anche quella dei formaggi che vanta le DOP Murazzano, Bra, Castelmagno, Raschera e Toma piemontese. Diretta conseguenza di tanta dovizia di materie prime, è una gastronomia di multiforme carattere: infatti in montagna è improntata a carni e latticini, ai prodotti del bosco e a prodotti esclusivi come il grano saraceno ("frumentino"), mentre scendendo di quota il carattere rimane lo stesso ma i sapori si stemperano a mano a mano che il vigneto, l'orto e il frutteto guadagnano spazio.

Il settore della ristorazione, forte del richiamo del tartufo bianco d' Alba e dei grandi vini delle Langhe, è tra i più evoluti d'Italia, con un capofila del calibro del "Rododendro" di Boves e una compagine molto folta e bene accreditata.
Foto di Cuneo - Particolare di Cuneo
Nella foto: Particolare di Cuneo
La Bassa Langa
Alba è il capoluogo delle Langhe,Città del Vino e del Tartufo di primo piano, con importanti manifestazioni dedicate tanto all'uno quanto all'altro. Il borgo murato, stretto nel triangolo tra il Tanaro e il torrente Cherasca, conserva torri, chiese e abitazioni medievali. Caratteristici del luogo sono i tajarin, l'unica vera pasta asciutta del Piemonte, conditi "al brucio" con sugo d'arrosto, nonché il brasato al Barolo. Tra le bontà del luogo, la Robiola d'Alba (che peraltro si produce anche a Diano, Santa Vittoria, La Morra, Canale e Bra). A Barbaresco alta come un faro è la torre del Bricco, che risale al tempo in cui il comune era conteso tra Asti e Alba. Nella ex chiesa di San Damiano si visita la "Enoteca Regionale del Barbaresco", con adiacente ristorante. Barolo è un borgo tutto viuzze e angoli caratteristici, sovrastato dal castello dei marchesi Falletti, oggi sede della "Enoteca Regionale del Barolo". Vis-à-vis sorge il giallo edificio della cantina "Marchesi di Barolo", dove cent'anni fà venne "inventato" il prezioso vino del luogo; nella vasta produzione della casa spiccano i vini degli storici Cannubi, Sarmassa e Coste di Rose. Il luogo offre più di un'occasione gastronomica: la prima citazione è per la "Locanda nel Borgo Antico", che consigliamo tanto ai tradizionalisti quanto ai più curiosi. In alternativa si può optare per il ristorante "La Cantinetta" o per l'osteria "Cantinella". Più a sud Carrù è sede di un importante mercato del bestiame, è tappa obbligata per gli appassionati del gran bollito misto alla piemontese. Ai panettieri del luogo si chiedano i "robatà", pregiata varietà di grissini, stirati a mano e incisi a metà. Cherasco è Città delle lumache, anzi la capitale della gastronomia legata al sapido gasteropode. Lungo le strade porticate del paese si offrono notevoli opportunità per sincerarsene, mentre nelle panetterie si trovano le tipiche "stirate", ottime con affettati e formaggi. Diano d' Alba invece, storica rivale di Alba per il dominio sulle terre del Tanaro, affida la sua odierna rinomanza al Dolcetto di Diano d' Alba DOC, che gli enologi selezionano rigorosamente vigna per vigna. Allungando fino a Grinzane Cavour, si visita il maniero che fu dello statista sabaudo: oggi è adibito a "Enoteca Regionale" e museo etnografico, oltre a ospitare le attività della Confraternita del Tartufo e dei Vini d' Alba. Dogliani è una cittadina ha un che di aristocratico ed elegante, confermato da una specifica produzione DOC, il Dolcetto di Dogliani (detto anche "del presidente" perche tra i produttori vi era anche Luigi Einaudi) lo si degusta presso la locale "Bottega del Vino". Uno dei borghi più suggestivi delle Langhe, è La Morra: dalla sua terrazza si ammirano villaggi e castelli a perdita d'occhio. In paese si fa mercato di tartufi e si acquistano ottime robiole, salumi e conserve. Da visitare sono la Cantina Comunale" e il "Museo Ratti dei Vini d' Alba", annesso all'omonima azienda. Oltre ai vini langaroli più celebri, in zona si produce anche il Verduno Pelaverga DOC, tratto da un'uva locale che dà al vino riflessi violacei e profumo speziato: lo si può gustare facendo tappa al notevole albergo-ristorante "Real Castello" di Verduno, con annessa tenuta vinicola. Monforte d' Alba è un grazioso borgo di collina, frequentato soprattutto d'estate, quando nel suggestivo auditorium all'aperto si tengono concerti di musica classica; facile trovare botteghe di delizie gastronomiche a base di tartufi e formaggi. Infine ai turisti del vino, Serralunga d' Alba interesserà sicuramente la visita alla grande cantina "Tenimenti di Barolo e Fontanafredda", già casa di caccia di Vittorio Emanuele II e dimora della contessa Rosa di Mirafiori, meglio conosciuta come la "Bella Rosin".
Il Roero
Capoluogo del cosiddetto oltretanaro Albese, è Bra che ha un centro storico di sapore barocco e un'antica vicenda di commerci. Tradizionali sono quelli della carne e del formaggio semigrasso che ha preso il nome della città, Bra, pur essendo prodotto nelle vallate alpine. Qui si produce il "braciuk" (Bra ubriaco), messo a maturare nelle vinacce di Barbera, Nebbiolo e Pelaverga. Rinomata è anche la salsiccia di Bra, l'unica di vitello in tutta Italia, per concessione sabauda, con aggiunta di spezie, vino e torna delle Langhe (si consuma fresca, cotta alla griglia ma anche cruda). Agli appassionati dei fasti sabaudi si raccomanda l'escursione al Castello di Racconigi e il rientro via Cavallermaggiore, cittadina di gradevole atmosfera. Canale nell'alta valle del Borbore, lungo la strada del Colle di Cadibona, si segnala per la "Enoteca Regionale del Roero", con l'ottimo ristorante "All'Enoteca", di cucina brillante ed estrosa com'è raro a vedersi. Il luogo è rinomato anche per la produzione di pesche e tartufi. A Santa Vittoria d' Alba menzione particolare alla storica azienda "Francesco Cinzano": straordinarie, per ampiezza e suggestione, le cantine, scavate nel cuore della collina; interessante la mostra permanente degli archivi storici, che racconta l'epopea della casa nel mondo (possibilità di ristorazione per gruppi in villa).
Alpi Liguri e l'Alta Langa
Ceva nella valle del Tanaro è una piccola capitale del fungo, con un'importante sagra settembrina. Portici, loggiati e voltoni caratterizzano la parte antica del borgo, dove si cerca la robiola o toma di Ceva, talora conservata sott'olio. Scollinando nella valle del Belbo, si entra a Murazzano, paese che dà il nome al formaggio erborinato assurto alla DOP. Se ne ricava, per fermentazione in vasi di coccio, il "bruz 'd Murazzan", saporita pasta di formaggio dai molti impieghi. L'itinerario portante prosegue sconfinando in Liguria a Millesimo, interessante Città del Tartufo. A Frabosa Soprana, nel cuore della zona del Raschera, si chieda del cremoso e saporito bruss, ottenuto per fermentazione dei residui di lavorazione del primo. Ormai prossima alle sorgenti del Tanaro, Ormea è villeggiatura estiva, con case antiche e impianto medievale. La zona è quella del Raschera DOP ma anche del formaggio d'alpe di latte vaccino, che scende dal Colle dei Termini; della soera (o sola), da latte di pecora delle Langhe e del Valcasotto, dalla zona di Pamparato e Garessio.
Le Alpi Marittime
Alcuni, spinti dalla fede o dall'amore per l'arte, giungono a Boves per visitare il santuario della Madonna dei Boschi, affrescato nel '500; altri per il ristorante "Rododendro", uno dei locali migliori d'Italia, con una cucina ispirata e un interessante cantina con influssi oltralpini. Se non bastasse, il paese è pieno di allettanti botteghe ove si trovano certe tome dette testun oppure le tipiche formaggelle di Boves, da consumarsi fresche, o ancora la robiola d' Alta Langa, da Peveragno. E per chiudere in dolcezza, i celebri "marroni" di Cuneo a polpa intera, adatti alla preparazione dei marrons glacès. Poco lontano, Borgo San Dalmazzo, è sede della plurisecolare Fiera Fredda, il 5 Dicembre, durante la quale si fa commercio e alta gastronomia intorno alla lumaca. Piatto bandiera di quella che è considerata la capitale italiana dell'elicicoltura sono le lumache alla borghigiana (ma per ogni ristorante è possibile trovare una ricetta diversa). A Demonte risalendo la valle della Stura verso il Colle della Maddalena, si trovano eccellenti formaggi: tome, caprini di sapore particolare per i foraggi ricchi di timo serpillo; il cremoso cachat, affine al bruss, ottenuto per fermentazione di latte e formaggio caprino. Al confine meridionale Limone Piemonte è borgo di vicenda millenaria, ma di recente fortuna turistica grazie alle piste da sci e all'escursionismo. In tavola sono protagonisti la trota e il capretto. Ottimo è il miele, mentre piatto tradizionale: la polenta di grano saraceno a fette passata al forno con bagna caôda e panna.
Le Alpi Cozie
La meta del buongustaio è Castelmagno, comune sparso dell’alta valle. Merita il viaggio per la bellezza dei luoghi e per la ricerca del locale formaggio erborinata, prodotto in baita con il ricco latte estivo. Dai residui della lavorazione, fermentati, si ottiene il bruss, crema piccante da spalmare sul pane abbrustolito o da mischiare alla polenta. Altro paradiso per gli amanti dei formaggi d’alpeggio è la Val Maira: da Elva abbiamo il formaggio "di caso", a pasta bianca con chiazze bluastre; da Celle Macra, la rara tuma; Dai fornai, pane montanaro adatto alla lunga conservazione. Da Costiglione Saluzzo la salita porta a Samperye, capoluogo di questa valle di coltura occitana, fino a Casteldelfino e Pontechianale, splendidamente collocato ai piedi del Monviso. Piatto tipico delle trattorie, gli gnocchi con toma, stracchino e burro fuso. Molto apprezzati i tomini di Melle. Saluzzo conserva un'atmosfera aristocratica, impreziosita da palazzetti e chiese tra Gotico e Rinascimento. Non distante è il castello della Manta, con un celebre ciclo affrescato a soggetto cortese. In tema è anche il piatto della tradizione, la quaietta o costoletta alla castellana, farcita con un composto a base di carne, formaggio e tartufo. Nelle botteghe rinomati formaggi: da Barge e Bagnolo Piemonte scendono tometta, tomini del Montoso, pecorino e caprini al pepe. I turisti del vino non manchino di chiedere i rossi da uve Pelaverga e Quagliano, pilastri della Doc Colline Saluzzesi.

 

 

 

 

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