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Stemma di Biella

Provincia di Biella

 



Protagoniste del paesaggio e della tavola biellesi sono le Prealpi, con la polenta, i formaggi e i notevoli rossi da uve Spanna. La giovane provincia di Biella comprende le valli e i rilievi prealpini posti grosso modo tra gli spartiacque della Dora Baltea a ovest e del Sesia a est, e la porzione d'alta pianura che si stende ai loro piedi, caratterizzata dal paesaggio delle brughiere ("baragge"). Nella provincia si coltivano cereali e ortaggi e si allevano ovini della razza Biellese, da triplice attitudine (carne, latte e lana), protagonisti in tavola ma soprattutto nel campo tessile, storica colonna dell'economia locale.

I rilievi prealpini danno ottimi vini, Vitigno principe è il Nebbiolo, qui denominato Spanna, che trova compagni d'uvaggio nella Bonarda Novarese e nella Vespolina, due ceppi indigeni cui si deve una caratteristica nota profumata. Le produzioni di spicco interessano il settore orientale della provincia: sono le DOC Lessona, nel centro omonimo, e Bramaterra, comprendente Masserano e alcuni comuni limitrofi.

La cucina tradizionale risente della vicinanza della montagna e ha come piatto forte la polenta nelle sue molteplici forme, consumata semplicemente con il latte oppure arricchita con burro e formaggio (cunscia), preparata a crocchette con dadi di formaggio (ballot de polenta). Dalla pianura viene invece il riso, cotto nel latte come base per varie ricette.
Foto di Biella - Il Battistero di Biella
Nella foto: Il Battistero di Biella
La Panoramica Zegna
Da Biella si risale la valle del Cervo e si arriva ad Andorno Micca dove la chiesa di San Lorenzo, impreziosita da belle terrecotte smaltate, segna la prima tappa. In paese si acquista un formaggio tipico di queste montagne, la toma del Maccagno, lavorata da latte vaccino intero o parzialmente scremato (che un tempo veniva filtrato con ortiche, licheni e felci). Sulle tavole locali, trote e trippa alla savoiarda (cucinata a dadini in brodo di carne, con molta cipolla, e condita con burro, conserva di pomodoro, olio e spezie). Orgoglio del luogo è un liquore a base di ciliegie nere, il "ratafià d'Andorno". Più in alto, alla testata della valle, è Piedicavallo, punto di partenza per escursioni verso le cime circostanti. Del luogo è tipica l'usanza di consumare le "tettine" di vacca, salmistrate e bollite, insiema alla polenta "moja" (cosiddetta non perchè molle, ma in quanto messa a mollo nel cacio). Dalla valle del Cervo si sale verso Bocchetta di Sessera, dove ha inizio la Panoramica Zegna, tracciato stradale tra i più suggestivi dell'arco prealpino (prende nome dall'industriale biellese che la ideò). Sicura tappa a Bielmonte, località di sport invernali e di escursioni tra i boschi dell'oasi Zegna. Cossato, snodo stradale e di commerci, è il secondo comune del Biellese. Nel centro omonimo si produce l'apprezzato Lessona DOC, rosso profumato di viola tratto da uve Nebbiolo (Spanna) con apporti di Vespolina e Bonarda. Poco distante troviamo Masserano, grazioso paese al centro di una zona di bonifica, floridissima per la produzione di frutta e vino (è la zona della DOC Bramaterra, d'uvaggio analogo alla precedente).
Oropa e la Sella
A Magnano uno dei motivi di interesse del luogo è la Bessa, estesa pietraia sfruttata dai Romani per le sue sabbie aurifere, oggi riserva naturale. All'orizzonte è la mole della Serra, grande morena della Dora Baltea, verdeggiante di vigneti e boschi. Ad Oropa amplissimo e scenografico complesso di edifici disposti su un ripiano morenico della valle, il santuario della Madonna di Oropa è uno dei maggiori luoghi di pellegrinaggio d'ltalia. In zona, da latte vaccino della Pezzata Rossa d'Oropa, si lavora il tumet o beddu di Pralungo, formaggio fresco alla base di vari piatti locali a partire dalla delicata fonduta. Nelle pasticcerie di Oropa si gustano i mucroncini, caratteristici dolcetti, e l'elixir Oropa, preparato con erbe alpine. Piccolo centro di antichissime origini, è Viverone, situato sulle sponde del lago omonimo, chiuso tra basse colline. Nelle sue acque si pesca il pregiato coregone, ingrediente principe della gastronomia locale. Nel vicino castello di Roppolo ha sede la "Enoteca Regionale della Serra" , specializzata nei vini della fascia prealpina orientale, vale a dire dal bianco Erbaluce di Caluso ai rossi Gattinara e Ghemme, da uve Nebbiolo.
La Baraggia Vercellese
Situato in una fascia di pianura coltivata soprattutto a riso, Candelo ha la particolarità di essere il più vasto e meglio conservato tra i ricetti medievali del Piemonte. Questi erano depositi agricoli fortificati, che in caso di pericolo servivano anche da rifugio per la popolazione. Quello di Candelo è un agglomerato pentagonale di edifici difeso da mura e torri. Prendendo la via di Vercelli, si toccano tre località dai bei monumenti: Benna, Verrone e Gaglianico.

 

 

 

 

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