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Stemma comune di Alessandria

Provincia di Alessandria

 



La provincia di Alessandria occupa l'ampio settore sud-orientale del Piemonte, disegnato in latitudine tra il Po e lo spartiacque dell' Appennino Ligure, e delimitato ai lati dal confine con Lombardia (Oltrepò Pavese) ed Emilia (alta valle del Trebbia). Occupato per i suoi tre quarti da rilievi, questo territorio si caratterizza soprattutto nella fascia collinare che va da Casale Monferrato a Tortona aggirando la piana di Alessandria. Terra di grandi vini, l'Alessandrino si segnala per la sua cucina di saldo impianto regionale, impreziosito da interessanti sapori d'oltreconfine; in cucina sono sensibili tali influenze specie sull' Appennino dove olio, aglio e acciughe salate sono antico retaggio del dominio ligure. A Valenza si ritrovano invece i sapori della Lomellina; a Tortona quelli del Pavese e del Piacentino.

È a queste terre che si deve una produzione enologica di eccellenza, con due vini DOCG, Brachetto d' Acqui e Cortese di Gavi, una produzione DOC d'ambito locale, Dolcetto di Acqui, Dolcetto di Ovada, Gabiano, Rubino di Cantavenna, e di distretto, Grignolino del Monferrato Casalese, Cortese dell'Alto Monferrato, Colli Tortonesi.

Funghi, tartufi, salumi e formaggi sono il tratto distintivo della cucina provinciale mentre resta vivissima dovunque la tradizione della piccola pasticceria con baci di dama, amaretti, cioccolato e molto altro.

Foto Alessandria - Palazzo Rosso
Nella foto: Il palazzo comunale "Palazzo Rosso"
Il Po e il Basso Monferrato
Casale Monferrato ha cuore medievale, con il Duomo e la sinagoga ebraica, e una complessa vicenda politica e militare quale munitissima piazzaforte e capitale di fatto del Monferrato. Orgoglio del comune è ancora oggi il prodotto più tipico di questo territorio, il vino, sotto la denominazione di Grignolino del Monferrato Casalese. La cucina è quella comune alla prima fascia collinare con gnocchi di patate e agnolotti, coniglio ai peperoni, bollito misto, fritti salati e dolci. Di ispirazione ebraica sono i piatti a base di tacchino e d'oca. Poi viene la pianura, con verdure e ortaggi e il Po con rane e lumache. Nelle pasticcerie, i krumiri, biscotti secchi che ricordano, a quanto si racconta, i baffi di Vittorio Emanuele II. Spostiamoci a Gabiano situato al confine con la provincia di Torino, questa località è titolare dell' omonima zona DOC (un particolare Barbera venato appena da Freisa e Grignolino). Arrivando a San Giorgio Monferrato la raccomandazione va all'albergo "Castello di San Giorgio", ricavato nella foresteria di una nobile dimora del '400, con ristorante raffinato, forse il migliore della provincia, di tono intimo. Poi ancora a Valenza città dell'oro e dei gioielli per i mille laboratori orafi che vi esistono, sorge su una terrazza alta sul Po, spalleggiata dai primi rilievi del Monferrato. Quanto alla gastronomia locale, forte è l'influenza lombarda con ricette a base di riso, rane e lumache dalla confinante Lomellina. A Vignale Monferrato si segnala innanzitutto per la "Enoteca Regionale del Monferrato", specializzata in Barbera e Grignolino; ambientata in uno storico palazzo, ha suggestive cantine scavate nel tufo, i cosiddetti "infernotti", e un ristorante con conveniente menu degustazione.
I Colli Tortonesi
Tortona, la città più importante è abbracciata a semicerchio a uno dei colli che accompagna la Scrivia in pianura, in un lembo di Piemonte vicino contemporaneamente a Lombardia (Oltrepò Pavese) e alla Liguria. Sensibile, in tavola, l'influenza lombarda e anche emiliana nelle paste ripiene, nei piatti di riso e negli stracotti. Di spirito ligure sono invece gli agnolotti con ripieno d'erbe e l'agliata con cui si condiscono le tagliatelle. Orgoglio del luogo sono i vini DOC Colli Tortonesi. Da Volpedo, e in genere dalle valli Grue e Ossona, vengono pesche e ciliegie mentre da Caldirola verdure e formaggi freschi; dai boschi, tartufi bianchi e neri per la cosiddetta "polenta de siouri", gratinata al forno con sugo di carne e formaggi. Da Castelnuovo Scrivia, nella pianura si coltivano invece cipolle, spinaci, sedani e meloni. Piatti tipici i ravioli di zucca, la carne cruda con fagioli, l'arrosto al vino bianco. A Carbonara Scrivia, in posizione centrale tanti buoni sapori a partire dal pane e dalla focaccia cotti nel forno a legna.
L' Appenino Ligure e l' Alto Monferrato
Acqui Terme è la città d'acque curative e di eccellenti vini a partire dal Brachetto DOCG che si degusta, insieme al Dolcetto d' Acqui DOC, nell'Enoteca Regionale del Brachetto. In zona, buona raccolta di tartufi bianchi e funghi, specialmente porcini e ovoli. Dai pascoli, tomini "del Bec", un tempo di solo latte caprino. Quanto alla cucina, l'impronta è piemontese ma i sapori più spiccati sono quelli della Liguria: le erbe aromatiche, le acciughe salate, le olive e i pinoli che si accoppiano a paste e focacce. Antiche specialità del luogo sono gli amaretti e i baci. Nella vicina Ponti, eccellente produzione di fragole, pesche e mele. Anche qui, e in genere nella Val Bormida, produzione di filetto baciato, un salame imbottito con il taglio di carne più pregiata. Gavi invece è la città del Cortese, il più importante vitigno a bacca bianca del Piemonte, che qui giunge a risultati tali da far guadagnare la DOCG alla denominazione Gavi. Il borgo, che sorge sulla strada del passo della Bocchetta, ha un'importante parrocchiale romanica e quel sapore ligure che si rivela anche a tavola, negli gnocchi al pesto e nella farinata di ceci. Nelle pasticcerie fanno la parte del leone canestrelli, savoiardi e particolari amaretti di pasta di mandorle. Poco distante, più a nord arriviamo a Novi Ligure il cui appellativo ricorda la dominazione genovese dal 1447 al 1815 che ha improntato non solo la fisionomia dell'abitato ma le usanze stesse della sua gente. Piatto tipico di questa montagna così prossima al mare sono le troffie di farina di grano e stagne, condite con il pesto di basilico, ma altrettanto popolari sono i corsetti, una pasta rotonda al sugo di funghi e salsiccia. Eccellente il torrone al miele, molto morbido, e i baci di dama a base di mandorle, profumati alla vaniglia, ma ancor più tipica è la focaccia di Novi. Notevolissima la tradizione del cioccolato. A Ovada piatto tipico sono gli agnolotti in brodo di carne al vino rosso. Occupa la sottile "penisola" disegnata dalla confluenza della Stura nell'Orba ed è una, delle roccaforti del Dolcetto, che ha specifica DOC. Liguri sono invece le zuppe di legumi e una minestra di cavolo che assomiglia a una polentina per aggiunta di farina gialla. Nelle pasticcerie, i tipici biscotti di Ovada mentre d'oltreappennino vengono la farinata e il castagnaccio.

 

 

 

 

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